Ciao a tutti.
Vorrei presentarvi il FPAL,nonchè il fronte popolare antiproibizionista ligustiko.
Abbiamo fondato questo movimento inanzitutto per dare la possibilità ad ogni cittadino italiano di curarsi e di rilassarsi come meglio crede.
Viviamo in una società dove il proibizionismo manda in carcere i nostri ragazzi,dove produce soltanto emarginazione e disinformazione.
Stiamo per entrare nel 2011 e una pianta come la canapa viene ancora definita "droga",quando è dimostrato che il 33% dei parlamentari fà uso di sostanze stupefacenti, e se fossero cannabinoidi sarebbe il male peggiore!
Per il momento siamo attivi soltanto in rete.
Abbiamo un gruppo su facebook ed un profilo:
- Erba libera Fpal http://www.facebook.com/home.php?#%21/profile.php?id=100001910010182
- "Cannabis x uso terapeutico e non":vogliamo il referendum!!!http://www.facebook.com/group.php?gid=167172583302480&ref=mf
Ho il piacere di informare voi tutti che saremo operativi pure nelle strade e durante alcuni eventi musicali (e non solo! ;)
Ci stiamo semplicemente organizzando: stiamo raggruppando volontari per essere presenti in differenti luoghi, e organizzeremo altre sezioni del F.P.A.#.
Tutto questo per garantire il diritto alla vita ai malati di cancro,di sclerosi multipla,di parkinson,di alzaimer,ai tossicodipendenti,agli asmatici e via dicendo.
Vogliamo anche la completa depenalizzazione e la conseguente legalizzazione della cannabis.
Vogliamo la tassazione,il monopolio di stato,vogliamo debellare il narcotraffico e garantire il diritto di essere un normale consumatore per ogni cittadino italiano.
La somministrazione,la vendita in appositi locali,erboristerie e farmacie.
Tutto questo in una società dove l'alcol è tollerato quando è responsabile di vere e propie stragi nelle nostre strade.
Quando l'alcol è responsabile di diverse patologie epatiche,quando induce l'ubriaco alla perdita di controllo inducendo il soggetto a volte ad essere violento.
Alcol come responsabile di varie violenze domestiche,sopprusi e abusi nei confronti di donne,bambini e non.
Alcol come responsabile di risse nei locali,aggressioni nelle strade,negli stadi.
Pare assurdo che tutto ciò venga tollerato mentre l'utilizzo della cannabis venga criminalizzato e l'uso terapeutico negato se non in alcuni casi.
Vogliamo inoltre che la cannabis sia utilizzata come sostitutivo o supplemento terapeutico nei Sert locali.
E' risaputo che il metadone o il subutex da soli hanno scarsi risultati.
Non per niente esistono le comunità di recupero,dove mediamente un 30% dei pazienti non riesce a disintossicarsi,mentre un 40% ha in seguito problemi con l'alcol.
E' giunto il momento di liberarci dalla stupidità del pregiudizio e della disinformazione.
Vorrei mostrarvi l'estetica e l'ordine che può mostrare un locale addibito al consumo di tale sostanza senza permettere all'interno il consumo di alcolici.
Non mi pare che rappresentino il caos e il disagio sociale,anzi...
Forse una trattoria,un bar o un pub sono maggiormente prossimi.
Infine per concludere passiamo alle propietà terapeutiche del THC e all'utilizzo in medicina.
Vorrei che fosse tutto metabolizzato da voi lettori e che facciate vera e propia informazione in futuro quando verrà toccato questo argomento,e perchè no: se un domani dovremo votare un referendum ricordatevi che il vostro voto sarà capace di dare una speranza in più ad ogni malato e ad ogni tossicodipendente.
Grazie per l'attenzione e se vorrete appoggiare la nostra causa potete aderirvi cliccando i link qui sopra indicati.
Grazie ancora... col cuore.
Dopo la nicotina come sostanza rivelatasi utile per migliorare i disturbi di alcune forme di demenza senile ed alterazioni psichiatriche, giunge dalla Gran Bretagna la notizia che il THC, sostanza presente nella marijuana e responsabile dell'effetto "sballo", potrebbe risultare un'ottima applicazione nella riduzione dei tremori provocati dalla sclerosi multipla.
Tale sostanza, tra l'altro già utilizzata per la cura della nausea avvertita dai malati di tumore sottoposti a chemioterapia, è stata per il momento sperimentata solo su animali da laboratorio affetti da encefalomielite allergica cronica, malattia studiata ormai da tempo come modello della sclerosi multipla, appunto: ebbene, i risultati ottenuti lasciano presagire l'impiego tra qualche anno, a fini sperimentali inizialmente, del THC anche su esseri umani.
La scoperta deve considerarsi un grande passo avanti nel campo degli studi sulla sclerosi multipla; basti pensare che, a tutt'oggi nonostante le continue ricerche, non esistono terapie efficaci destinate al controllo dei sintomi tipici di questa malattia, quali i caratteristici tremori.
Le proprietà terapeutiche della cannabis
La canapa, cannabis, è una pianta a fiore (angiosperma). Come sostanza psicoattiva vengono usate solo alcune parti, prevalentemente i fiori femminili (marijuana) e la loro resina (hashish), fumate, inalate o ingerite. ll termine marijuana si riferisce alle infiorescenze femminili essiccate e conciate delle piante di cannabis appartenenti preferibilmente, ma non necessariamente, al genotipo Thcas (volgarmente "canapa indiana"). In tutte le varietà di canapa sono contenute, in concentrazioni e proporzioni variabili, diverse sostanze stupefacenti psicoattive, tra cui la principale è il Δ9-tetraidrocannabinolo (Thc). Nelle varietà con effetti psicoattivi, la percentuale di Thc può variare dal 4 al 14%. Il campione con il più elevato tenore di Thc conosciuto non supera il 24%. La marijuana disponibile su prescrizione in Olanda contiene dal 15 al 18% di Thc.
La cannabis è una droga leggera "dispercettiva" che amplifica le sensazioni e gli effetti dell'assunzione sono dunque molteplici. Tra quelli più frequentemente descritti si possono elencare: una sensazione di benessere, ilarità, maggiore coinvolgimento nelle attività ricreative, alterazione della percezione del tempo e incapacità di diventare violenti (al contrario dell'alcol). La generale intensificazione delle sensazioni e delle emozioni può comprendere anche quelle legate a situazioni o pensieri spiacevoli, normalmente tollerabili o addirittura inconsce. Può determinare, in questi casi, stati fortemente ansiosi, atteggiamenti e pensieri paranoici, limitatamente alla durata dello stato di intossicazione. Non esistono casi documentati di overdose dovuta all'abuso di questa sostanza.
La canapa non è stata utilizzata solo a scopo ricreativo ma è una delle piante più versatili e utili di tutti i tempi; i suoi usi spaziano in molte direzioni e la sua utilità è stata indiscussa per migliaia di anni in tutto il mondo abitato. È stata coltivata e utilizzata per migliaia di anni come importante pianta medicinale.
È appurato che la proclamazione di leggi proibizionistiche nei confronti della cannabis negli Stati Uniti prima della Seconda guerra mondiale sia stata provocata dalla concorrenza tra la nascente industria petrolifera e la consolidata usanza dell'epoca di utilizzare l'olio di questa pianta come combustibile per i motori Diesel, e alla concorrenza tra la nascente industria cartiera basata sul legno e la consolidata usanza dell'epoca di usare la fibra di questa pianta per la produzione di carta, e ancora alla concorrenza tra la nascente industria tessile basata sulle fibre sintetiche e la consolidata usanza dell'epoca di usare la fibra di questa pianta per la produzione tessile.
L'americano Jack Herer nel libro "The Emperor wears no clothes" spiega come "il colpo di grazia lo ricevette a seguito del Marijuana Tax Act datato 1937 che ne determinò la messa al bando negli Usa e poi di riflesso in gran parte del resto del mondo". In questo libro si legge che "la famosa casa editoriale/cartaria Hearst fu la maggior sostenitrice tramite i suoi quotidiani della campagna anti-cannabis, in quanto aveva appena effettuato enormi investimenti sulla carta da albero. Il proprietario William Randolph Hearst sul Newspaper Tycoon dichiarava: la marijuana è la strada piu breve per il manicomio, fuma la marijuana per un mese e il tuo cervello non sarà niente più che un deposito di orridi spettri, l'hashish crea un assassino che uccide per il piacere di uccidere. Nello stesso periodo la DuPont brevettò il Nylon".
Nel 2005 il Nobel per l'economia Milton Friedman, George Akerlof e Vernon Smith hanno sottoscritto un appello con oltre 500 economisti Usa per denunciare gli enormi costi (7,7 miliardi di dollari all'anno) del proibizionismo sulla marijuana: "un sussidio virtuale del governo al crimine organizzato".
Negli ultimi anni si è accumulato un notevole volume di ricerca sulle attività farmacologiche della cannabis e sulle possibili applicazioni. Il più noto studioso e promotore dell'uso terapeutico della cannabis e della sua decriminalizzazione è Lester Grinspoon, psichiatra e professore emerito dell'Università di Harvard. In Italia studi approfonditi sono stati effettuati da Gian Luigi Gessa, docente di Neuropsicofarmacologia e direttore del Dipartimento di Neuroscienze all'università di Cagliari.
I preparati sistemici (orale) di cannabis hanno effetti distensivi, appetitostimolanti e leggermente anestetici ed euforizzanti. I preparati topici (spalmati localmente) sono spasmolitici e analgesici e specialmente utilizzati per dolori cronici.
Una meta-analisi del 2001 (che analizza tutti gli studi clinici pubblicati fino al 2000) conclude che la cannabis è efficace nel dolore neuropatico e spastico, meno in altri tipi di dolore. Ma successivi studi clinici hanno mostrato effetti significativi anche nel dolore tumorale e hanno confermato l'ottima attività per il dolore neuropatico e per i sintomi dolorosi nella sclerosi multipla (spasticità, sintomi della vescica, qualità del sonno).
Una gerarchia delle possibili indicazioni terapeutiche è la seguente:
Effetti stabiliti da studi clinici contro: nausea e vomito, anoressia e cachessia, spasticità, condizioni dolorose (in particolare dolore neurogeno); Effetti relativamente ben confermati contro: disordini del movimento, asma e glaucoma; Effetti meno confermati contro: allergie, infiammazioni, infezioni, epilessia, depressione, disordini bipolari, ansia, dipendenza, sindrome d'astinenza; Effetti allo stadio di ricerca contro: malattie autoimmuni, cancro, neuroprotezione, febbre, disordini della pressione arteriosa.
Sono anche numerose le testimonianze di coloro che sono riusciti a superare la dipendenza dall'alcol o dalla cocaina grazie all'utilizzo della cannabis, che a differenza delle precedenti sostanze, non porta ad una dipendenza fisica confrontabile, ad esempio, con quella generata dall'alcool, dalla nicotina o dalle benzodiazepine.
Si stanno testando nel mondo farmaci che contengono una versione sintetica di alcuni dei principi attivi della cannabis (dronabinol, HU-210, levonantradolo, nabilone, SR 141716 A, Win 55212-2), ma questi per ora hanno mostrato molti effetti collaterali e svantaggi rispetto alla pianta naturale.
Il Canada, il 20 giugno 2005, è stato il primo paese ad autorizzare la messa in commercio di un estratto totale di cannabis sotto forma di spray sublinguale Sativex standardizzato per Thc e Cbd, per il trattamento del dolore neuropatico dei malati di sclerosi multipla e cancro. Nel 2006 il Sativex è stato approvato negli Stati Uniti per essere sottoposto a studi clinici di Fase III per dolore intrattabile in pazienti con tumore.
L'elenco delle sue "virtù" terapeutiche è destinato ad allungarsi: la si sta sperimentando per Parkinson, Alzheimer, sindrome di Tourette, corea di Huntington. E prove cliniche indicano che un analogo sintetico del Thc (non psicoattivo) funziona come analgesico e antiinfiammatorio, senza effetti collaterali.
Cannabis blocca il tumore delle vie biliari, sperimentazione
fonte aduc
http://www.mondoraro.org/
GLI USI TERAPEUTICI DELLA MARIJUANA: GLAUCOMA, PARKINSON, APPETITO, SCLEROSI MULTIPLA, DOLORI REUMATICI, AZIONE ANTITUMORE.
Di redazione (del 09/01/2010 @ 15:00:00, in Scienze e Società, linkato 2326 volte)
Glaucoma: i dati definitivi sull’efficacia di un collirio alla marijuana per la cura del glaucoma saranno presentati a breve nel Congresso nazionale della Società Italiana di Farmacologia. Un gruppo di oculisti dell’università dell’Arizona ha individuato negli occhi il recettore del tetraidrocannabinolo (Thc), uno dei principi attivi della canapa. Secondo i ricercatori da questi recettori dipende la pressione endoculare, il cui aumento è causa di danni alla retina. La sostanza di base del collirio, la WIN 552122 è un agonista sintetico del recettore centrale dei cannabinoidi, un "facilitatore" d’ingresso dei derivati della canapa nella nelle cellule di origine nervosa e sembra che abbia ottenuto risultati promettenti nei pazienti refrattari alle terapie convenzionali. Risultati importanti, visto che solo in un caso su 10 si riesce ad evitare la cecità per neuropatia ottica. Secondo gli stessi ricercatori che hanno individuato i recettori CB1 nella retina, nell’iride e nei corpi ciliari, l’ipertensione intraoculare degli 8 pazienti glaucomatosi resistenti ad altre terapie è scesa del 15 per cento e del 23 per cento a mezz’ora dall’applicazione dei colliri contenenti, rispettivamente, 25 o 50 milionesimi di grammo di principio attivo. «Questi dati», commenta Gennaro Schettini, presidente del congresso nazionale della Società Italiana di Farmacologia, «confermano un coinvolgimento diretto dei recettori cellulari per i cannabinoidi nella regolazione della pressione intraoculare e rafforzano le possibili proprietà antiglaucoma della marijuana, suggerendo ulteriori approfondimenti anche in Italia sia farmacologici che clinici».
Parkinson: studi in corso suggeriscono che gli endocannabinoidi, le sostanze prodotte all’interno dei centri nervosi coinvolti nel Parkinson siano tre volte superiori a quelli riscontrati in ogni altra regione del cervello e possano avere un ruolo nel controllo del movimento volontario e nei disturbi del movimento correlati al morbo. Alcuni risultati sugli animali, mostrano che l’azione degli endocannabinoidi potrebbe essere utile nel trattamento del Parkinson.
Fertilità: alla marijuana sembrano sensibili anche gli spermatozoi. Alcuni scienziati dell’Università del Buffalo (Usa), hanno scoperto un sistema di segnalazione cellulare, presente negli spermatozoi, che utilizza come messaggeri alcuni cannabinoidi tra cui il Thc. Questo potrebbe stimolare la mobilità degli spermatozoi e facilitare la fecondazione. Gli stessi autori dello studio, però, avvertono che, nonostante una migliore comprensione di questi meccanismi può permettere di sviluppare nuovi farmaci, l’abuso della marijuana può mettere in pericolo la fertilità sovraccaricando il naturale sistema di regolazione dello sperma.
Appetito: speranze e delusioni rispetto alla capacità di trattare con la marijuana i disturbi dell’appetito nei malati di cancro e di Aids arrivano proprio dalla California. Se al Congresso internazionale sull’Aids di Durban uno studio presentato da Donald Abrams dell’Università di San Francisco aveva mostrato che i pazienti in terapia con inibitori della proteasi che fumavano marijuana, o la assumevano per via orale, guadagnavano in media due Kg in più rispetto a quelli trattati con il placebo, gli oncologi californiani per i malati di cancro non sono arrivati alle stesse conclusioni. Sempre da San Francisco, infatti, un gruppo di ricercatori sperava di stimolare l’appetito nei malati di tumore in fase avanzata con il dronabinolo, un derivato della canapa, i pazienti trattati con il farmaco tradizionale contro l’anoressia, il megestrolo. Risultato: nel 73 per cento dei casi i pazienti trattati con la terapia tradizionale hanno avuto un aumento dell’appetito, quelli trattati con il dronabinolo solo il 47 per cento.
Sclerosi multipla: dal British Medical Journal si apprende che è partito in Inghilterra uno studio sugli effetti dei cannabinoidi in 20 casi di sclerosi multipla. I pazienti sono divisi in tre gruppi. Uno prende un estratto naturale di cannabis, l’altro un Thc sintetico, e il terzo un placebo. Lo studio che durerà tre anni, sarà allargato a circa seicento pazienti in diversi centri. Intanto dovrebbero giungere nei prossimi mesi i risultati di uno studio analogo per testare l’efficacia dell’estratto di cannabis contro gli spasmi.
Dolori reumatici: in California, secondo un’inchiesta condotta su 1.000 consumatori americani, riportata da Arthritis Today, la marijuana è stata utilizzata per l’artrite o altre malattie reumatiche. A Parigi uno studio clinico di Fase I ha concluso che un derivato sintetico del Thc allevia il dolore e riduce l’infiammazione senza effetti psichici rilevanti.
Azione antitumorale: da Nature Medecine sono arrivate notizie sulle proprietà antitumorali dei cannabinoidi. Secondo uno studio condotto da ricercatori spagnoli comparso sulla prestigiosa rivista il Thc, induce, nei topi, una notevole regressione del glioma maligno, un tumore cerebrale che uccide molto velocemente. I ricercatori hanno osservato 45 animali nei quali era stato indotto questo cancro. Un terzo era trattato con Thc continuamente iniettato nel sito tumorale, un altro terzo con un altro cannabinoide e i rimanenti non trattati. Dopo 18 giorni i topi non curati sono morti, mentre in entrambi i gruppi trattati con cannabinoidi il tumore era distrutto oppure la vita si era prolungata di diverse settimane. Secondo gli studiosi questi risultati autorizzano ad intensificare le ricerche. (Fonte: Salute di Repubblica; Autore: Mirella Taranto)
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Cannabis e sclerosi multipla
Riassunto dei risultati dello Studio Multicentrico randomizzato sull’uso della Cannabis relativo allo Studio Clinico nella Sclerosi Multipla (CAMS) Pubblicato sulla rivista Lancet del 7 novembre 2003
Riassunto dei risultati dello Studio Multicentrico randomizzato sull’uso della Cannabis relativo allo Studio Clinico nella Sclerosi Multipla (CAMS) Pubblicato sulla rivista Lancet del 7 novembre 2003
Comunicato a cura del Medical Research Council
Tuttavia una maggioranza di pazienti che ha assunto il farmaco ha ritenuto che questo avesse ridotto i sintomi della loro spasticità così come del dolore. Ci sono inoltre evidenze relative al fatto che il trattamento con la cannabis migliori la mobilità.
Questo studio britannico è stato effettuato su più di 600 pazienti con Sclerosi Multipla stabile e spasticità, sostenuto dal Medical Research Council and the MS Society of Great Britain and Northern Ireland, è stato pubblicato su Lancet.
Non vi è una spiegazione chiara sulla differenza fra i risultati oggettivi e soggettivi sull'effetto della cannabis sulla spasticità ma il gruppo di ricerca suggerisce che questo possa riflettere una riduzione delle manifestazioni della spasticità piuttosto che un effetto sulla rigidezza del muscolo di per se.
Questo studio britannico è stato effettuato su più di 600 pazienti con Sclerosi Multipla stabile e spasticità, sostenuto dal Medical Research Council and the MS Society of Great Britain and Northern Ireland, è stato pubblicato su Lancet.
Non vi è una spiegazione chiara sulla differenza fra i risultati oggettivi e soggettivi sull'effetto della cannabis sulla spasticità ma il gruppo di ricerca suggerisce che questo possa riflettere una riduzione delle manifestazioni della spasticità piuttosto che un effetto sulla rigidezza del muscolo di per se.
PINO CUCCI, MALATO DI SCLEROSI MULTIPLA SI CURA CON LA MARIJUANA
Tossicodipendenza, la cannabis aiuta a uscirne
Ma se i riformatori hanno sempre ribadito, correttamente, che questa teoria non è supportata da alcun dato statistico (per esempio, il Governo Usa sostiene che quattro americani su dieci abbiano provato la cannabis, eppure meno del 2% della popolazione ha provato l’eroina), pochi hanno detto che per molte persone la cannabis puo’ rappresentare una potente “sostanza d’uscita” dalla dipendenza da alcool, oppiacei o narcotici.
Per esempio:
•Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Harm Reduction Journal dimostra che gli adulti che consumano cannabis hanno uguale o maggior successo nei programmi di recupero da tossicodipendenza rispetto a coloro che non ne fanno uso.
•Una indagine del 2009 pubblicata sulla rivista scientifica Harm Reduction Journal ha rivelato che il 40 per cento degli intervistati utilizza cannabis come sostituto dell’alcool e il 26 per cento in sostituzione di droghe pesanti da cui erano dipendenti.
•Uno studio del 2009 pubblicato sulla rivista scientifica American Journal on Addictions ha rivelato un nesso tra il consumo moderato di cannabis e un migliore tasso di successo nel trattamento con naltrexone contro la dipendenza da oppiacei in programmi di recupero nello Stato di New York.
•Una sperimentazione preclinica nel 2009, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Neuropsychopharmacology, ha dimostrato che la somministrazione orale di Thc sopprime la suscettibilità alla dipendenza e al condizionamento da oppiacei.
Sarà interessante vedere i risultati nei prossimi mesi – come anche la reazione (o meglio, l’isteria) da parte delle comunità di recupero tradizionali.
Ci si può aspettare che i risultati della sperimentazione di Harborside contribuirà a smontare ulteriormente la nozione della cannabis come droga “d’entrata”, e a rafforzare il concetto che questa pianta, in realtà , può costituire uno strumento utile per combattere la tossicodipendenza.
di Paul Armentano, vice direttore Norml
(fonte: Notiziario Aduc)





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